Strumenti compensativi e misure dispensative

“Non esistono misure dispensative e strumenti compensativi che aiutino troppo i nostri ragazzi”, questa è una considerazione che mi sta a cuore.

Vi spiego il perché con un semplice esempio:

la lavastoviglie è uno strumento compensativo e personalmente ne faccio un uso quotidiano, sfruttando il lavaggio completo.
Sarebbe inutile, infatti, oltre che dispendioso,  in termini di costi e fatica utilizzare lo strumento solo per il prelavaggio e completare il lavaggio a mano.

Non credi? Non avrebbe senso o sarebbe da folli!!!
Questo per dirvi che lo strumento compensativo che aiuti troppo, non esiste.

 

Uno strumento compensativo esiste per rendere una prestazione efficace e non per aiutare a fare meglio il compito.

Un ulteriore esempio che possa rendervi meglio l’idea potrebbe essere l’uso degli occhiali: lo strumento, in questo caso, non mi aiuterebbe a leggere più velocemente o correttamente, ma mi permetterebbe di vedere… senza occhiali non potrei accedere alla lettura

Facendo un analogia tra l’utilizzo delle mappe a scuola con la lavastoviglie, possiamo dire che, non lasciare utilizzare le mappe ai ragazzi durante le interrogazioni, sarebbe come avere a casa una lavastoviglie senza la fase di risciacquo (non servirebbe a nulla e a nessuno). Non so se ho reso l’idea!

misure dispensative e compensativi

Il vero successo di uno strumento è la diagnosi

Lo strumento compensativo permette alla persona con DSABES che lo utilizza di compensare le carenze funzionali determinate dal deficit. Per esempio: in presenza di una difficoltà di tipo motorio con impatto sulla fluidità della scrittura è possibile compensare “l’atto dello scrivere” con l’utilizzo di un programma di scrittura al computer.

Deve essere chiaro, però, che non tutti i bambini hanno bisogno delle stesse misure dispensative e degli stessi strumenti , infatti prerogativa dello strumento è la funzionalità che può avere per quel bambino.

Per sapere se una persona potrà trarre, da uno strumento compensativo, un beneficio, è necessario consultare i punti di forza e di debolezza emersi dalla  valutazione diagnostica. Sarebbe, inoltre, utile  un confronto tra specialisti che hanno in carico il bambino/ragazzo e il team docenti.

Infatti, avere in una diagnosi di DSA un elenco di strumenti copiati e incollati dalla circolare MIUR non è utile per i docenti, non è funzionale per gli alunni e non agevola le famiglie.

Sarebbe, invece, utile consultare il team docenti e individuare insieme agli specialisti gli strumenti che possono concretamente supportare l’abilità compromessa del bambino; ciò permetterebbe di evitare l’ improvvisazione di strumenti compensativi o, al contrario di privare l’alunno di uno strumento perché ritenuto non necessario.

Il vero successo di uno strumento è la personalizzazione della didattica

Uno strumento non è per sempre e le ragioni possono essere diverse.

Certo è, che quando uno strumento non facilita il compito deve essere cambiato o ripensato nel suo utilizzo.

I docenti non dovrebbero riversare nell’uso di uno strumento troppe aspettative, perché a scuola è necessario  prima di tutto attivare una didattica personalizzata.  Se vuoi approfondire leggi Personalizzazione individualizzazione della didattica.

Infine, per avviare e ottimizzare l’uso di uno strumento è necessario prevedere un training con il bambino, a casa o con uno specialista, altrimenti il suo utilizzo  potrebbe essere controproducente e fonte di ulteriore fatica per il bambino

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