Personalizzazione e individualizzazione didattica

Parte del successo lavorativo di un insegnante, dovrebbe essere valutato in base alla sua capacità  e consapevolezza di attuare nel proprio gruppo classe, una didattica personalizzata e individualizzata.

Come?

Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all’insieme. Siccome il piacere dell’armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica. Il problema è che vogliono farci credere che nel mondo contino solo i primi violini.”

Daniel Pennac

Le parole di Daniel Pennac aiutano a riflettere sul senso dell’insegnare e non sul cosa. Ogni docente dovrebbe avere l’ambizione di far  raggiungere e far esprimere il potenziale ad ogni singolo alunno. 

Una grande impresa, un duro lavoro!

BES

Cosa si personalizza e individualizza?

Didattica personalizzata e didattica individualizzata sono spesso pensati e usati come sinonimi, ma vi è invece una differenza sostanziale.

Con l’individualizzazione tutti gli alunni hanno diritto a raggiungere gli obiettivi didattici previsti dal curricolo formativo. Il docente ha il compito di valutare i bisogni degli alunni e di progettare attività e proposte didattiche affinché tutti raggiungano lo stesso obiettivo.


Con la personalizzazione ogni singolo alunno è destinatario nella sua unicità di un intervento didattico mirato; ciascuno raggiunge obiettivi in linea con le proprie potenzialità. Il docente  ha il compito di individuare per ogni alunno il suo potenziale e di progettare attività personalizzate per realizzarlo.

La scuola deve garantire ad ogni alunno il successo formativo attraverso la personalizzazione degli interventi educativi e didattici così come riportato dalla Legge 53/2003:

“La definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi dello sviluppo e di formazione”.

La personalizzazione, dunque, richiede ai docenti una notevole fatica nella progettazione delle attività e per poter fare ciò, inoltre, è richiesta flessibilità e apertura mentale.

Flessibilità perchè gli insegnanti devono avere la capacità di pensare e ripensare ad ogni loro azione e proposta, affinché possa raggiungere tutti.

Apertura mentale e aggiungerei anche di cuore, per andare oltre i propri limiti e convinzioni rispetto ad alcuni pregiudizi e al proprio modo di insegnare. Immagino le situazioni in cui il bambino viene definito svogliato, disinteressato, peggio ancora quando si creano con le famiglie situazioni conflittuali o di totale delega per gli insegnanti.

La personalizzazione, invece, permette di “vedere oltre” o meglio ancora di vedere il bambino che abbiamo di fronte e di superare le difficoltà dalla lettura dei suoi bisogni e non dall’aspettarci un risultato dall’applicazione del nostro metodo d’insegnamento standard.

Mettere in discussione anche se stessi!

La personalizzazione delle proposte didattiche dovrebbe essere garantita per tutti gli alunni,in  particolare per gli alunni con bisogni educativi speciali (BES)  con disabilità, con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), alunni ad alto potenziale, stranieri o con difficoltà di apprendimento o scolastico.

Progettare le attività didattiche in una prospettiva inclusiva, considerando i principi dell’individualizzazione e della  personalizzazione di ognuno, offre maggiori possibilità  a tutti gli alunni di raggiungere gli obiettivi di apprendimento e didattici prefissati.

Ricorda le parole di Pennac “il gruppo classe è un’orchestra!”

L'unicità come risorsa

Dunque, la personalizzazione degli apprendimenti deve attuarsi attraverso l’utilizzo di strategie didattiche inclusive non soltanto per gli alunni con bisogni educativi speciali (BES), la personalizzazione è per tutti!

La diversità all’interno del contesto classe deve quindi rappresentare una sfida capace di far raggiungere ad ogni singolo alunno, con e senza disabilità o BES, il successo scolastico.

Come personalizzare la didattica?

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