Ricordi di difficoltà superate

Un sogno o meglio un incubo mi ha riportato alle “scuole medie” nell’ora di italiano. Mi sono svegliata angosciata e senza voce mi sono ripresa dopo un po’, solo quando mi sono detta è solo un sogno!
L’ora di italiano per me era odiosa, con un professore classista e che considerava i suoi alunni solo se i genitori erano suoi amici. I ragazzi che non erano nelle sue grazie o alla sua altezza venivano derisi con qualche battuta di troppo. Non credo mi abbia insegnato molto, anche perché le sue lezioni, quando era prevista una lezione, o veniva interrotta da altri impegni organizzativi (ricopriva altri ruoli di responsabilità per l’istituto) o si concludeva in altro, ad esempio la partita di calcio della sera prima.
Io ero una ragazzina impegnativa, i miei genitori non erano suoi amici e avevo delle difficoltà nello scrivere.
Ricordo che ai colloqui di fine terza media il professore consigliò a mia madre di iscrivermi all’istituto professionale del mio paese, mia mamma per fortuna conosceva il soggetto e conosceva sua figlia.
Non scegliemmo il professionale ma il magistrale, ancora oggi ringrazio mia mamma per avermi guidato e aver creduto in me più di tutti.

La mia vita scolastica è cambiata dal giorno della tesina di terza media. Avevo utilizzato il computer per scrivere la tesina e da quel giorno almeno per la scrittura non ho mai smesso di utilizzarlo. Il computer scoperto per caso, ha dimezzato la fatica e compensato una mia difficoltà.

Dai 13 anni ho iniziato a seguire un istinto di sopravvivenza che mi ha fatto andare avanti e mi ha reso combattiva perché sapevo che con qualche accorgimento avrei potuto farcela.
La fortuna aiuta gli audaci e così al primo anno delle superiori la professoressa di italiano aveva compreso e accolto senza riserve le mie difficoltà e le mie potenzialità, lei è stata la mia salvezza e la conferma che avrei potuto farcela.
Ripensando al mio percorso scolastico è stato in salita dalla scuola primaria, avevo delle difficoltà con la matematica e nello scrivere. Ho avuto delle maestre e insegnanti che ai tempi non erano informati e interessati a riconoscere bambini con difficoltà nell’apprendimento. Chi non riusciva in qualche compito era prevista un’unica risposta “non ci arriva”, chissà poi dove…
La verità è che non c’era informazione in merito ai disturbi specifici dell’apprendimento. Un’altra verità ancora più triste è che ancora oggi nonostante le conoscenze e gli studi alcuni docenti fingono di non sapere o peggio ancora non si interessano.
Non sono stata mai valutata e non ho mai avuto una diagnosi ma alla fine ho trovato la mia strada. Ho dovuto fare più fatica degli altri ma alla fine la fatica viene ripagata sempre e non è mai un investimento a perdere, non si butta via nulla e tutto torna.

Sono diventata un'insegnante di sostegno

Da insegnante non ho mai smesso di studiare e di aggiornarmi. Sono una collega scomoda perché difficilmente riesco a stare zitta dinnanzi all’ignoranza di alcuni colleghi.
Ogni giorno in classe cerco di dimostrare ai miei alunni ciò che potrebbero fare oltre qualsiasi difficoltà. Ho imparato sulla mia pelle che le difficoltà si superano, si compensano e che una soluzione c’è sempre.
Quando i miei alunni si scoprono competenti, capaci oltre qualsiasi difficoltà mi accorgo che in fondo salvo grazie al loro sorriso anche la bambina che è in me.
Un nuovo anno è alle porte e auguro ai colleghi e genitori di credere nei vostri bambini. Dedicate loro del tempo senza la fretta di fare, il processo è più importante del risultato ed ha bisogno di tempo.

Buona fortuna tutti gli alunni, insegnanti, genitori e terapisti!

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