Cosa significa e cosa sono i DSA?

DSA è l’acronimo di Disturbi Specifici di Apprendimento; rientrano in quest’etichetta la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia.

Un soggetto può presentare un singolo o più disturbi.

I DSA hanno origine neurobiologica e  vengono definiti “specifici” perché ad essere coinvolto e deficitario è uno specifico dominio di abilità (lettura, scrittura, calcolo)

Solo neurobiologia?

Alcuni fattori quali: le modalità d’insegnamento, il livello socio economico della famiglia, possono essere un fattore protettivo nella manifestazione del disturbo.

Da un estratto della Consensus Conference: “Le disfunzioni neurobiologiche alla base dei disturbi specifici dell’apprendimento interferiscono con il normale processo di acquisizione della lettura, della scrittura e del calcolo.

I fattori ambientali come la scuola, l’ambiente familiare, il contesto sociale, si intrecciano con quelli neurobiologici e contribuiscono a determinare il fenotipo  del disturbo e un maggiore o minore disadattamento (Consensus Conference 2010)

 

Quali criteri per la diagnosi di DSA?

Per poter diagnosticare un DSA, il primo criterio da rispettare è quello della “discrepanza” tra le abilità nel dominio specifico interessato e l’intelligenza generale.

Le abilità specifiche indagate attraverso prove standardizzate, sono definite deficitarie quando il bambino ha un punteggio inferiore alla media di meno due deviazioni standard ( – 2DS); (in pratica il bambino ha una prestazione due volte “peggiore” se confrontata  con quella degli altri bambini della stessa età o classe di riferimento).

La valutazione del profilo cognitivo viene valutato attraverso test d’intelligenza che misurano il QI.

Il livello intellettivo deve essere nei limiti di norma con punteggi del  QI almeno equivalente a 85.

Ai fini diagnostici, inoltre, è necessario escludere altre condizioni oggettive, come menomazioni sensoriali e neurologiche gravi, disturbi significativi della sfera emotiva e situazioni di svantaggio socio-culturale.

Per quanto riguarda i casi di bilinguismo è da considerare che quest’ultimo non rappresenta un fattore di rischio nell’apprendimento delle capacità di letto-scrittura e non è causa di difficoltà di letto-scrittura di natura clinica, pertanto, si potrebbe incorrere in falsi positivi o falsi negativi, quindi, nei bambini di famiglia straniera la diagnosi sarà più tardiva, circa al quarto anno della classe primaria.

I DSA possono manifestarsi in associazione ad altri disturbi quali ad esempio l’ADHD, quest’aspetto rende i profili funzionali molto differenti tra di loro e ciò non rende sempre semplice la diagnosi.

CONCLUSIONI

I DSA non sono una malattia ma un modo d’essere.

Non esiste medicianale per curare i DSA, perché non sono una malattia.

Le persone con DSA sono intelligenti

E’ possibile ricorrere a strumenti compensativi e misure dispensative per supportare gli alunni con DSA

Gli insegnanti possono impattare ,positivamente o negativamente, sul processo di apprendimento degli alunni con DSA, attraverso metodologie didattiche inadeguate o eccellenti

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